Il restauro di un angelo ha messo in fibrillazione il Pd che, ormai, al solo pensiero che ci sia qualcosa che riguarda Giorgia Meloni perde letteralmente il senso della misura e si copre di ridicolo.
Nella diocesi di Roma, nella basilica di San Lorenzo in Lucina, in seguito ad un restauro, un angelo è stato restaurato e la sua immagine sembra ricordare quella di Giorgia Meloni.
Immediata la smentita del restauratore alle accuse di aver fatto della Meloni un angelo in una basilica.
"Chi lo dice che è la premier Meloni? Lo dovete dire, il parroco non l'ha detto, ha detto che assomiglia".
Così ai giornalisti e videoreporter intervenuti alla basilica di san Lorenzo in Lucina il restauratore Bruno Valentinetti che respinge le polemiche sul fatto che l'opera da lui restaurata all'interno della basilica abbia le fattezze della premier Giorgia Meloni.
"Per questo volto - afferma Valentinetti - ho fatto un restauro e ho restaurato quello che c'era prima 25 anni fa, uguale, ho dovuto riprendere i disegni e i colori di 25 anni fa, non si deve cambiare".
Alle polemiche, taglia corto, “rispondo che sono tutte invenzioni".
Il casus belli che ha agitato il Partito democratico, ormai a corto di argomenti polemici che abbiano un minimo di senso è nato dalle pubblicazioni di Repubblica, giornale degli Elkann min fase di dismissione, di che un restauro nella basilica del centro di Roma in cui uno degli angeli restaurati avrebbe le fattezze della premier Giorgia Meloni.
Daniele Micheletti, Rettore del Pantheon e della basilica di San Lorenzo in Lucina, ha commentato: “"Ho letto stamattina il giornale con la notizia e sono andato a vedere stamattina il restauro, in effetti una certa somiglianza c'è, ma bisognerebbe chiedere al restauratore perché l'ha fatto così, io non lo so".
Ironico il commento di Giorgia Meloni: "No, decisamente non somiglio a un angelo".
Non avendo altro da fare e altro da dire, il Pd è insorto. In una nota la capogruppo del Pd in commissione cultura della Camera, Irene Manzi, ha scritto: “Chiediamo che il Ministro della Cultura Alessandro Giuli attivi immediatamente la Soprintendenza di Roma in merito alla notizia riportata da la Repubblica relativa al restauro della basilica di San Lorenzo in Lucina. Quanto emerso non è accettabile. L'ipotesi che un intervento di restauro su un bene tutelato possa aver prodotto un'immagine riconducibile a un volto contemporaneo rappresenta una potenziale e grave violazione del Codice dei beni culturali e del paesaggio, che vieta alterazioni arbitrarie, personalizzazioni e interventi non strettamente fondati su criteri scientifici e storico-artistici". Lo, commentando la notizia secondo cui - nel corso di un restauro - sarebbe stato dipinto il volto della premier Giorgia Meloni su un cherubino. "Il patrimonio culturale italiano non può essere piegato a letture improprie né tantomeno trasformato attraverso operazioni che ne compromettano l'autenticità e il valore storico", sottolinea Manzi. "Indipendentemente dal fatto che si tratti del volto di Giorgia Meloni, riteniamo indispensabile un intervento immediato della Soprintendenza, finalizzato ad accertare i fatti, verificare la regolarità degli interventi effettuati e disporre il ripristino. La tutela dei beni culturali è un dovere pubblico e una responsabilità istituzionale che non ammette ambiguità né ritardi".
Al Pd si accoda il M5S. In una nota i parlamentari M5S delle commissioni Cultura di Camera e Senato scrivono: “Abbiamo appreso questa mattina, da un articolo su un quotidiano, del restauro nella basilica di San Lorenzo in Lucina a Roma in cui un angelo è stato raffigurato con il volto molto simile a quello della premier Meloni. Una notizia che ci ha lasciato allibiti e che se confermata richiederebbe l'intervento immediato del ministero della Cultura. Oltre a una verifica è necessario che vengano accertate le responsabilità e in che modo si siano svolti i lavori. Non si può permettere che l'arte e la cultura rischino di diventare strumento di propaganda o altro ancora, a prescindere dal fatto che il volto raffigurato sia quello della presidente del Consiglio".
Se la politica della cosiddetta sinistra è ridotta ad insorgere sul nulla, è proprio il caso di dire che più che di sinistra i suoi componenti sono dei sinistrati.







