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OPINIONI

Eia eia, i fascisti son tornati....rossi

Eia eia, i fascisti son tornati....rossi

Ieri l'altro .00000 i fascisti hanno occupato la Camera dei deputati. Hanno impedito con la forza una conferenza stampa regolarmente autorizzata. Hanno zittito chi voleva parlare. Hanno deciso loro chi potesse entrare nel palazzo della democrazia e chi no. Solo che questi fascisti si fanno chiamare antifascisti. Sono deputati di Pd, M5S e Avs.
La sala stampa era stata prenotata secondo le procedure. L'evento aveva ricevuto il via libera. Tutto in regola. Ma loro hanno occupato i posti a sedere per non farli entrare. Hanno circondato il tavolo dei relatori perché nessuno potesse sedersi. Hanno urlato a squarciagola Bella Ciao per coprire ogni voce che tentasse di parlare. Hanno sventolato la Costituzione mentre ne calpestavano i principi. Hanno trasformato la sala stampa della Camera in un'aula di tribunale popolare dove loro erano giudici, giuria e boia. E la sentenza era già scritta: chi non la pensa come noi non parla.
Fermiamoci. L'articolo 21 della Costituzione recita: «Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero». Tutti. Non tutti tranne quelli che esprimono idee scomode. E l'articolo 71 sancisce il diritto popolare di proporre leggi. Non aggiunge: purché gradite alle sinistre parlamentari.
CasaPound non è stata sciolta. Non è fuorilegge. Nel 2019 il Tribunale di Roma stabilì che opera «legittimamente nel panorama politico italiano». Lo ha scritto un giudice. Chi ha investito i deputati di sinistra del ruolo di censori? La legge Scelba prevede procedure precise per sciogliere organizzazioni neofasciste: sentenza motivata e decreto del ministro dell'Interno. Non il veto di un gruppetto che si erge a tribunale dell'ortodossia democratica scavalcando un'autorizzazione già concessa.
Il paradosso è clamoroso. Gli stessi che agitano la Costituzione come un feticcio ne calpestano i principi. Chiara Gribaudo del Pd ha dichiarato: «Abbiamo impedito una violenza alle nostre istituzioni». No, onorevole. La violenza l'avete commessa voi. Avete sabotato un evento autorizzato dalle istituzioni stesse. Avete occupato fisicamente uno spazio istituzionale per impedire ad altri di parlare. Questo si chiama squadrismo. E chi usa metodi squadristi è uno squadrista, a prescindere dalla bandiera che sventola.
Ma qui non si tratta solo di etica politica. Si tratta di reati. L'articolo 610 del codice penale punisce con la reclusione fino a quattro anni «chiunque, con violenza o minaccia, costringe altri a fare, tollerare od omettere qualche cosa».
I deputati delle opposizioni hanno costretto Furgiuele a non tenere la conferenza. Una conferenza autorizzata. Lo hanno fatto con violenza: l'occupazione fisica di uno spazio. La giurisprudenza della Cassazione è chiara: la violenza privata si configura quando la condotta comporta «la significativa riduzione della capacità di autodeterminazione del soggetto passivo». Furgiuele poteva tenere la sua conferenza autorizzata? No. È stato impedito con la forza.
C'è di più. L'articolo 339 del codice penale prevede l'aggravante quando il fatto è commesso «da più persone riunite». I deputati che hanno occupato erano decine. Coordinati. Organizzati. La pena aumenta.
Il regolamento della Camera, all'articolo 60, stabilisce che «per fatti di eccezionale gravità che si svolgano nella sede della Camera, ma fuori dell'aula, il Presidente può proporre all'Ufficio di Presidenza la censura con interdizione di partecipare ai lavori parlamentari per un periodo da due a quindici giorni». Impedire con la forza un evento autorizzato è un fatto di eccezionale gravità? Sì. Dove sono le sanzioni? Dove è la proposta di Fontana all'Ufficio di Presidenza? Perché questi deputati non sono stati sospesi?
Il presidente Fontana ha annullato tutte le conferenze della giornata per motivi di ordine pubblico. Scelta sbagliata. La scelta di annullare tutto non è neutralità: è sanzionare le vittime invece dei responsabili. Il disordine lo avevano creato i deputati di sinistra, e la punizione è ricaduta su tutti.
Altri eventi cancellati. Giornalisti mandati a casa. Cittadini che avevano diritto di parlare ridotti al silenzio. È come chiudere una scuola perché tre bulli hanno picchiato un compagno: invece di espellere i bulli, si mandano a casa anche le vittime. Un premio all'arroganza. Un incentivo a ripetere il metodo.
Se un deputato di centrodestra avesse occupato una sala per bloccare una conferenza autorizzata del Pd, saremmo al terzo giorno di editoriali indignati su Repubblica e Corriere. Il doppio standard è insopportabile.
Ieri l'altro a Montecitorio è morta la democrazia. Non è una esagerazione, perché quando una fazione decide chi può parlare e chi deve tacere, quando si impedisce con la forza l'esercizio di diritti costituzionali, quando si sabota un evento che le stesse istituzioni avevano autorizzato, qualcosa muore. Muore lo spirito liberale. Muore il rispetto per l'avversario. Muore la civiltà del dialogo.
Il contenuto della proposta sulla remigrazione si può contestare. Si può smontare con argomenti.
Ma impedirne l'illustrazione è un atto liberticida. Trasforma il Parlamento in un'arena dove vince chi è più prepotente e se lo può permettere perchè sa che rimarrà impunito. Legittima la violenza come metodo politico. Esattamente ciò che l'antifascismo dovrebbe combattere.
L'ironia suprema: la proposta di legge di iniziativa popolare è uno strumento di democrazia diretta previsto dalla Costituzione. Raccogliere cinquantamila firme è partecipazione civica. Dovrebbe essere incoraggiato, non soffocato. Anche quando il contenuto non piace.
La questione non è chiusa. Restano i fatti. Restano i reati. E resta la domanda: questi deputati subiranno conseguenze? O l'antifascismo è un salvacondotto per violare le leggi e sabotare eventi autorizzati?
Non può passargli liscia. L'Ufficio di Presidenza deve intervenire. Sanzioni disciplinari: sospensione da due a quindici giorni per ciascuno degli occupanti. E il deputato Furgiuele dovrebbe valutare seriamente una querela per violenza privata. Perché i diritti che non valgono per i nostri nemici non valgono per nessuno. E perché chi usa metodi fascisti non può definirsi antifascista.
L'articolo 49 tutela il pluralismo politico. L'articolo 21 garantisce la libera manifestazione del pensiero. L'articolo 71 assicura l'iniziativa popolare. Ieri questi principi sono stati violati da chi cantava Bella Ciao sventolando la Costituzione. Hanno sabotato un evento autorizzato. Hanno impedito a cittadini di esercitare un diritto costituzionale. E si sono pure vantati.
Il popolo italiano merita un Parlamento dove le idee si confrontano. Dove la ragione prevale sulla forza. Dove le autorizzazioni concesse vengono rispettate. Ieri abbiamo assistito all'opposto. E questi deputati devono pagare.
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