Mi domando: solo cattivi maestri o davvero abbiamo perso la capacità di essere sulla strada della solidarietà e dell’umanità? Vedo che non sono il solo a domandarmelo. Il bambino nel bellunese lasciato a piedi a fare sei kilometri nella neve perché il biglietto che aveva non era valido. L’autista senza cuore: certo. E l’intero autobus? Possibile che nessuno si sia offerto di pagare per il bambino? O di garantire per il pagamento del biglietto una volta arrivati? E comunque di richiamare l’autista a non fare il burocrate cieco, sordo e inumano? No: parlare dei comportamenti collettivi impegna troppo. Il colpevole c’è. Anatema su lui. Indignazione popolare e qualche articolo di giornale strappalacrime. Ed amen.
Mi domando: solo cattivi maestri o si è perso il senso della democrazia e dello Stato? A Torino si ha una prova di guerriglia urbana. La realtà è quella della sommossa contro lo Stato. Non “questo” Stato: lo Stato. Meloni: «Questi non sono dissenso né protesta: sono aggressioni violente con l'obiettivo di colpire lo Stato e chi lo rappresenta». Condivido anche le virgole. Ma lo dicono gli stessi organizzatori: dichiarano "Oggi giornata importante per nuovo inizio". E le “squadracce” in marcia gridano slogan e mostrano striscioni più diversi: No TAV, Pro-Pal; Israele genocida; libertà per il finanziatore di Hamas; i ritratti a testa in giù. Nel dimenticatoio, o quasi, lo sgombero di Askatasuna. Era una scusa: lo sapevano tutti. Ho postato un cartellone giorni fa e avevo scritto qualche riga ancora prima. Non perché sia io bravo: Meloni, il “governicchio di destra e fascista”, ottenebrano la mente e rendono ciechi. Ed un’opposizione disperata perché assolutamente incapace si compiace dei moti di piazza. La libertà come clava non è un valore: chi strizza l’occhio e poi condanna le violenza e difende il “diritto” fa scuola di fariseismo. E corre il rischio di innescare, da parte degli avversari politici, risposte inaccettabili ma difficili da evitare se non si cambia registro.
Se l’obiettivo sono le istituzioni, questa non è opposizione: è sedizione. E’ guerriglia. E’ rivolta. Vergognosa la coperta con la quale si maschera questo. “Torino è stata e sarà partigiana”: chi la resistenza l’ha passata sulla pelle dei propri cari dovrebbe alzare la voce. Gridare il suo sdegno. Ma no. Anche il “distratto” Mattarella si indigna… per la scena del poliziotto colpito. Solidarietà. A lui ed alle forza dell’ordine. E così l’indignazione popolare si muoverà contro quel centinaio di facinorosi che hanno usato violenza. Condanna senza se e senza ma. Poi provvedimenti giudiziari riguarderanno una decina di loro: esecrazione assoluta. Political correct rispettato, coscienza a posto, in pace con se stessi, conferma di stare “dalla parte giusta”. Un’operazione di riduzione ai minimi di qualcosa che mina la logica della stessa convivenza.
Il declino della democrazia continua. E’ ormai oltre i tramonto. Temo davvero che sia quasi impossibile raddrizzare qualcosa che si storce sempre più. Cattivi maestri, o abbiamo tutti perso il senso del vivere civile, della comunità, di essere popolo?.
Non lo so: ma mi fa paura. Perché “....ed è subito sera”.