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CRONACA

Migranti, sbarchi in calo dall’inizio del 2026

Migranti, sbarchi in calo dall’inizio del 2026

A cura di Agenzia Nova
Migranti: sbarchi in calo dall’inizio del 2026, bilancio delle vittime elevato nonostante i flussi ridotti

La Libia resta di gran lunga il principale Paese di partenza, con 1.386 migranti arrivati in Italia tra gennaio e inizio febbraio

Nei primi 40 giorni del 2026 (dal primo gennaio al 9 febbraio) gli sbarchi di migranti irregolari in Italia via mare si attestano a 1.813 persone, in calo del 56,38 per cento rispetto allo stesso periodo del 2025, quando erano stati 4.156. È quanto emerge dai dati aggiornati del ministero dell’Interno, che fotografano un avvio d’anno caratterizzato da una contrazione significativa dei flussi, influenzata anche dalle condizioni meteo invernali e dalla stagionalità delle traversate. A fronte del calo degli arrivi, il bilancio delle vittime resta elevato. Almeno 53 migranti risultano morti o dispersi a seguito del naufragio di un gommone avvenuto il 6 febbraio al largo della Libia, a nord di Zuwara. Lo ha reso noto l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), precisando che l’imbarcazione trasportava 55 persone, tra cui due neonati. Due donne di nazionalità nigeriana sono state tratte in salvo dalle autorità libiche; una ha riferito di aver perso il marito, l’altra entrambi i figli. Secondo le testimonianze raccolte, il gommone era partito da Al Zawiya la sera del 5 febbraio e si è capovolto circa sei ore dopo, dopo aver imbarcato acqua. L’Oim segnala inoltre che solo nel mese di gennaio almeno 375 migranti sono stati dichiarati morti o dispersi nel Mediterraneo centrale, mentre secondo il Missing Migrants Project dell’Organizzazione nel 2025 lungo questa rotta sono scomparsi oltre 1.300 migranti.
Secondo le elaborazioni di “Agenzia Nova”, la Libia resta di gran lunga il principale Paese di partenza, con 1.386 migranti arrivati in Italia tra gennaio e inizio febbraio 2026. Il dato segna tuttavia un calo del 64,1 per cento rispetto allo stesso periodo del 2025, quando le partenze dalle coste libiche erano state 3.861. La rotta libica continua quindi a rappresentare il fulcro strutturale dei flussi verso l’Italia, pur in una fase di marcata flessione. Accanto alla Libia, emergono segnali di rafforzamento relativo delle rotte alternative. Dalla Tunisia risultano partiti 221 migranti, in aumento del 317 per cento rispetto ai 53 dello stesso periodo del 2025, mentre dall’Algeria le partenze salgono a 206, con una crescita dell’83,9 per cento rispetto ai 112 dell’anno precedente. Nel periodo considerato non si registrano arrivi riconducibili alla rotta turca, confermando l’assenza, almeno in questa fase iniziale del 2026, di un contributo dall’Egeo verso l’Italia.
Sul fronte degli sbarchi per area geografica, la Sicilia resta il principale punto di approdo con 1.444 arrivi, ma in calo del 59,3 per cento rispetto ai 3.552 dello stesso periodo del 2025. In controtendenza, seppur su numeri assoluti contenuti, figurano Sardegna (206, +23,4 per cento) e Liguria (69, +60,5 per cento), mentre risultano in forte flessione Calabria (47, –74,2 per cento), Marche (26, –76,6 per cento) e Puglia (21, –79,2 per cento). Quanto alle nazionalità dichiarate al momento dello sbarco, nei primi 40 giorni del 2026 il gruppo più numeroso è quello dei cittadini del Bangladesh (522), seguito da Algeria (174), Sudan (164), Egitto (146), Somalia (131), Guinea (114) e Pakistan (102). Le altre nazionalità e i casi non dichiarati ammontano complessivamente a 284 persone.
Quanto alla gestione in mare e alle intercettazioni, dall’inizio del 2026 al 31 gennaio, secondo l’ultimo aggiornamento settimanale dell’Oim, 537 migranti sono stati intercettati in mare e riportati in Libia, un dato leggermente inferiore a quello registrato nello stesso periodo del 2025 (592). Tra le persone intercettate figurano 441 uomini, 70 donne e 26 minori; nel solo intervallo tra il 25 e il 31 gennaio, l’Oim segnala 45 intercettazioni, con un’operazione registrata il 29 gennaio lungo la rotta del Mediterraneo centrale. Nel quadro di medio periodo, l’Organizzazione ricorda che nel corso dell’intero 2025 i migranti intercettati e riportati in Libia sono stati 27.116, in aumento rispetto ai 21.762 del 2024, mentre lungo la rotta del Mediterraneo centrale si sono contati 1.314 tra morti e dispersi nel 2025, contro 1.699 l’anno precedente.



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