Un manifesto Pd vergognoso, come ha rilevato la riformista Pina Picierno. Equipara il Sî a Casa Pound e al voto dei fascisti. Anche il nonno della Schlein, il sen. Agostino Viviani, socialista, era fascista, lui che forse per primo sollecitò il Parlamento ad adottare una legge per la separazione delle carriere e fascista era anche Giuliano Vassalli, che sosteneva che la sua riforma non poteva reggere senza separazione delle carriere?
Io penso che questo modo di fare campagna per il referendum, urlata, volgare, offensiva, non porti a nulla. Testimonia l’incapacità o forse l’impossibilità di entrare nel merito. Riprendiamo da dove eravamo rimasti, allora, a spiegare con calma le ragioni del sì.
La seconda novità introdotta dalla legge costituzionale sottoposta a referendum confermativo, dopo la separazione delle carriere e del Csm tra magistratura requirente e giudicante, della quale abbiamo parlato nel precedente editoriale, riguarda le modalità dell’elezione dei due organi di governo della magistratura, che saranno composti da venti magistrati e dieci laici ognuno.
Attualmente il Csm é composto da 27 membri, tre di diritto e 24 elettivi. Sono membri di diritto il presidente della Repubblica, il primo presidente e il Procuratore generale della Corte di cassazione. I membri togati soni 16, i laici sono otto (scelti dal Parlamento in seduta comune tra avvocati o professori universitari in materie giuridiche). Il vice presidente viene eletto tra i membri laici ed esercita le funzioni delegate dal presidente della Repubblica.
La nuova legge introduce il sistema del sorteggio, sia per quanto riguarda i membri togati che per quanto concerne i laici. La proporzione dei due Csm introdotta dalla legge tra membri laici e togati resta invariata e si prescrive lo strumento del sorteggio per tentare di sconfiggere l’aberrante logica dei partiti dei magistrati, una logica politica che discredita il principio dell’indipendenza e dell’autonomia della magistratura.
Cosa accade ora? Accade che in un unico Csm ove prevalente é il numero dei piemme, tutti i membri togati eletti appartengano a un’associazione politica (Magistratura democratica, Area, Magistratura indipendente ecc.) e che in base ai voti ottenuti all’elezione del Csm le procure della Repubboca, gli incarichi, le promozioni, vengano assegnate.
Una giustizia così é una giustizia politica e non autonoma e indipendente dalla politica. Il merito, certificato dai curricula, non viene tenuto in alcun conto. La procedura é la lottizzazione. Può essere credibile un governo della magistratura ridotto in questo modo? Ritengono i fautori del No che mantenere un unico Csm eletto dai partiti dei magistrati rassicuri i cittadini e li garantisca quanto a imparzialità?
Può essere che anche il sorteggio non scardini appieno questa logica nefasta e che i partiti dei magistrati in qualche misura sopravvivano e continuino a lottizzare. Però sarà molto più difficile che ciò avvenga, non rappresentando gli eletti più i loro elettori ma essendo eletti solo attraverso un meccanismo casuale. Non ci sarà più il togato che si sentirà in dovere di dar conto solo alla sua base elettorale, essendo stato estratto a sorte.
D’altronde non é vero che il sorteggio non sia stato e non venga adottato in altre circostanze e per altre istituzioni. L’articolo 135 della Costituzione, infatti, quello che norma la Corte Costituzionale, si conclude con un interessante capoverso: “Nei giudizi d’accusa contro il Presidente della Repubblica, intervengono, oltre i giudici ordinari della Corte, sedici membri tratti a sorte da un elenco di cittadini aventi i requisiti per l’eleggibilità a senatore, che il Parlamento compila ogni nove anni mediante elezione con le stesse modalità stabilite per la nomina dei giudici ordinari.”
Dunque se vale per il giudizio d’accusa della più alta carica dello stato perché non può valere per l’autogoverno dei magistrati?







