di Lucio Leante
Che il personaggio e la biografia del finanziere pedofilo Jeffrey Epstein siano definibili “satanici” è certo. Egli stesso si dichiarò colpevole di abusi sessuali su minorenni e dopo un “patteggiamento” nel 2008 fu condannato (incredibilmente a soli 13 mesi di carcere!) anche per avere procurato ad alcuni politici ragazze e ragazzi minorenni. È intriso del fumo di Satana anche l’intero “caso Epstein”, scoppiato dopo il suo nuovo arresto nel luglio del 2019 ed il suo suicidio (anch’esso un caso controverso) e soprattutto dopo la pubblicazione di milioni dei suoi file (resi pubblici da Donald Trump nel luglio del 2025. Ma è, invece, molto dubbio e improbabile che egli e qualcuno degli eccellenti frequentatori della sua isola privata nelle isole Vergini si intrattenessero in veri e propri riti satanici. Di una tale pratica non ci sono tracce. In che senso si parla allora di satanismo per Epstein e compagni?
Il ministro degli esteri russo, Sergei Lavrov, il caso Epstein é stato forse il primo a sostenere che il caso Epstein sarebbe rivelatore del “puro satanismo” delle classi dirigenti occidentali. Sulla sua scia alcuni commentatori di sinistra, quando si pensava che a restare bruciato nel fuoco di Satana sarebbe stato il presidente americano Donald Trump, hanno volentieri aggiunto il satanismo alle altre accuse e sospetti di violenza sessuale su minorenni, pedofilia, ricatti. Ora che, dopo la pubblicazione di milioni di file, ad essere toccati dalla vergogna e da quel fuoco infernale sembrano essere soprattutto personaggi notoriamente legati al mondo di sinistra americano ed inglese, oltre che le famiglie reali inglese e norvegese i media di sinistra cercano di mettere la sordina all’intera vicenda. Per loro la vicenda Epstein, satanismo o no, sembra avere perso improvvisamente di interesse.
Ma il fumo di Satana è restato comunque nei social e nei media. Si sono diffuse nelle ultime settimane voci insistenti di riti satanici, di pratiche occultiste, di donne e bambini violentati torturati e uccisi, di cadaveri occultati da Epstein o da qualcuno dei suoi adepti. Ma sono voci finora non confermate dalle indagini (chiuse forse prematuramente nel luglio scorso senza arresti) e dai milioni di file finora pubblicati. Ciononostante, le voci continuano. Attualmente a parlare di satanismo sono anche alcuni commentatori di destra: “Intorno a Epstein, l’ombra di riti satanici e violenze sui bimbi”- era il titolo di un’articolo-intervista pubblicata ieri dal quotidiano “La Verità”, cin cui si avanzavano vari sospetti e si auspicavano nuove indagini e chiarimenti. I più neri sospetti continuano perché sono circa 2500 i file non ancora desecretati “per ragioni di stato”.
Ma satanismo o no, quanto finora emerso è più che sufficiente per affermare che la vicenda, più che l’esistenza di una vera e setta satanista e criminale, sembra dimostrare la poca serietà, la meschinità, la banalità, lo squallore etico e politico di una vasta congerie di progressisti “democratici di sinistra” americani ed europei.
Essi, tra l’altro sono quasi tutti esponenti o epigoni della generazione sessantottesca e del suo pansessualismo celato dietro la pretesa aspirazione ad una “rivoluzione globale” e ad una “liberazione totale dell’umanità”. Una generazione che (nella sua parte anti-autoritaria, libertaria e libertina ed escludendo quindi i lugubri leninisti poi degenerati in terroristi) considerava la liberazione sessuale come la quintessenza di ogni libertà e la via maestra per la liberazione generale dell’umanità.
Se di satanismo si può parlare si tratta di un satanismo nutrito della banalità ideologica e pratica del libertinismo sessuale.
In questo senso fu satanica la petizione con cui nel 1977 alcuni noti grandi intellettuali francesi sessantottardi (tra cui Jean Paul Sartre, Simone de Beauvoir, Michel Foucault, Jacques Derrida, Roland Barthes ed altri) chiesero l’abbassamento dei limiti di età nella definizione del reato di pedofilia. Jack Lang era tra loro. Lo è significativamente oggi nei file del caso Epstein. È anche questo un caso di “album di famiglia”.
Si tratta pur sempre di un satanismo in apparenza non tragico, da “opera buffa”, da romanzo “vaudeville”, quello leggero e piccante dell’800. Ciò non di meno, quel satanismo-vaudeville può avere effetti tragici anche per l’intero mondo occidentale. Ha avuto già conseguenze tragiche e letali per Epstein in persona. Ma sul piano storico e globale il suo potenziale distruttivo sembra destinato ad un inesorabile fallimento.
Esso è infatti sintomo del narcisismo patologico e del nichilismo gaio di una generazione radicale e “progressista” che, dopo la fine della guerra fredda, è ascesa alle massime posizioni di potere nel mondo politico, finanziario e culturale in America e in Europa. Da quelle posizioni ha, in sostanza, dominato l’Occidente. orientandolo verso una rivoluzione neocon, global, woke, multiculturalista e green, che era (ed è tuttora) che era ed è anche una continuazione dell’eterna lotta della sinistra rivoluzionaria alla civiltà occidentale e a tutte le sue principali istituzioni e comunità di base. Per circa 40 anni hanno condotto una guerra non solo all’economia capitalista, ma anche alla religione tradizionale, allo stato nazionale ed alla famiglia naturale in Occidente. Era odio distruttivo verso il Padre ed il principio di autorità, in sostanza verso il Padre-Occidente, le sue istituzioni fondamentali e le sue comunità di base. Le loro ideologie erano assurde e tutt’altro che serie e, tuttavia, celavano un radicale, pericoloso e suicida odio di sé.
In uno dei milioni dei file Epstein c'è un video in cui il finanziere viene intervistato da un giornalista che gli chiede se si considerasse il diavolo stesso. “No! Ho uno specchio buono”, risponde l'imprenditore aggiungendo “il diavolo mi fa paura”.
Lo specchio delle sue brame sessuali e di potere lo ingannava. Non gli rimandava l’immagine del Demonio, ma quella dell’esponente del campo mondiale del Bene.
Quello specchio di Narciso restituiva a Epstein l’immagine dell’onnipotenza di chi crede di stare dalla parte giusta della storia e del mondo e può prendersi il lusso di esercitare la potenza del Male, certo della propria impunità, della propria eterna giovinezza e della propria immortalità.
Lo stesso specchio non gli faceva presagire l’abisso sull’orlo del quale già allora pencolava. Il suo è stato lo stesso banale destino di morte di Narciso che cercando di abbracciare l’immagine di se stesso precipita nell’acqua e muore. “Ti ricordo Narciso, avevi il colore della sera, quando le campane suonano a morto” – chiosava il vecchio-giovane Pier Paolo Pasolini.
La parabola di Epstein sembra la stessa dei suoi amici progressisti che frequentavano assiduamente le sue abitazioni: i Bill Clinton (e consorte Hillary), i Bill Gates, i Noam Chomski, i Woody Allen, i Peter Mandelson (fotografato in mutande in casa Epstein), “A che vale il potere se non è potere di trasgressione e di abuso, restando impuniti?”- pensavano probabilmente.
Quegli abusi sembravano loro probabilmente solo piccoli orpelli del potere dell’élite dei “figli della Luce e del Bene”. Non ne hanno forse ben diritto a fronte della loro missione storica di sconfiggere le forze dei figli della Tenebra e del Male e avviare l’umanità sulla strada del Progresso? Non sono loro i condottieri di una lunga marcia verso un paradiso in terra senza Dio, senza patria, senza bandiere, senza confini, senza famiglia. Un paradiso soprattutto di libertinaggio. Tra i nemici del Progresso da battere e da cui differenziarsi non ci sono forse quei vieti parrucconi benpensanti che ancora legano il sesso alla procreazione e all’amore? E che legano la materia all’inesistente spirito?
Immagino la loro filosofia: “Bisogna essere assolutamente e radicalmente moderni, cioè progressisti, trasgressivi, edonisti e materialisti. Non esiste né verità né valore. Né bene, né male. Né bello né brutto. Né alto, né basso. Tutto vale uguale. Eppoi se Dio non c’è tutto è permesso, soprattutto in fatto di sessualità. Non esiste peccato né reato in materia di sesso”. È stato probabilmente questo per molti adepti progressisti di Epstein il vangelo relativista e gaiamente nichilista, e satanico (pur senza essere letteralmente “satanista”). Il mondo come orgia del potere e come potere dell’orgia. Il libertinismo sessuale ne era solo il rito orgiastico iniziatico. Poi passo dopo passo forse non si accorgevano di stare scivolando con passo banale da un giorno all’altro dalla banalità della trasgressione all’abuso sessuale, e forse al peggio, al crimine che qualcuno immagina come probabile. È la parabola mostrata da Fedor Dostoevskij nel suo romanzo “I demoni”, dove i fautori della purificazione della società dalla tirannia diventano volgari assassini.
Non si accorgevano i potenti amici e adepti di Epstein che si stavano esponendo al rischio di un procedimento penale, oltre che ai ricatti ed all’influenza diabolica di Epstein? Sicuramente lo percepivano, ma forse perseveravano a correre verso l’abisso pur di apparire ultrapotenti, trasgressori e abusatori impuniti oltre che eterni gagliardi libertini come nelle giovanili assemblee del movimento studentesco di fine anni ’80 del secolo scorso.
Sicuramente lo specchio di Epstein non rivelava a lui e agli altri suoi compagni di baccanali quella immagine satanica che essi proiettavano già prima della morte del capofila. E che oggi proiettano vieppiù. Satanismo dunque? Sì, forse, ma inconsapevole. Satanismo poco serio: non tragico, ma gaio come il nichilismo dei radical chic. Satanismo da vaudeville: narcisista, edonista e banale. E tuttavia pericoloso perché suicida per se stessi e per l’intero Occidente.







