Per favore non commettete l’errore di confondere le manifestazioni del G8 di Genova con quella contro la chiusura del centro sociale Askatasuna di Torino.
Il movimento no global – new global era un’idea politica internazionale che aveva coinvolto organizzazioni laiche e cattoliche, partiti provenienti da tutte le aree politiche con forti ragioni sociali e ideali che almeno provavano a guardare al nostro futuro.
All’opposto, la manifestazione di Torino è stata dedicata alla chiusura di un luogo molto controverso, occupato illegalmente che ha prodotto decine di episodi di violenza ed intolleranza raccontati dalla cronaca, spalleggiati da gruppi che difendono i terroristi di Hamas, esaltati affascinati dal culto della violenza.
A Genova furono fatti errori da entrambe le parti: da un lato ci fu l’intrusione di una parte di violenti che misero a ferro e fuoco l’intera città davanti agli occhi atterriti dei cittadini per bene ed allontanati dalla parte manifestante pacifica, dall’altra ci furono gli errori della scuola Diaz dove l’intervento delle forze speciali, comandato dall’alto, fu un massacro nei confronti di qualche innocente.
Ora invece i gruppi più violenti attaccano con una forza inaudita, organizzata per colpire il cuore delle istituzioni, vengono coperti dagli altri manifestanti che li nascondono dentro il corteo, così come dimostrano le immagini che stanno scorrendo davanti ai nostri occhi. E chiunque abbia partecipato al corteo diventa complice di tali malefatte perché sapeva benissimo che questo sarebbe stato il risultato.
L’aggressione subita dal poliziotto che viene pestato da circa dieci soggetti incappucciati con armi non casuali come martelli, è la volontà di colpire al cuore lo Stato democratico.
Per questa ragione maggioranza ed opposizione dovrebbero essere uniti con un’unica voce nei confronti di chi continua a sostenere questi gruppi che non rispettano le regole della convivenza civile.
Coloro che hanno appoggiato questo scempio devono essere allontanati da tutte le istituzioni nazionali e locali senza distinzione di colore politico. E la massima solidarietà deve essere data alle forze dell’ordine che vengono messe in campo senza avere la possibilità di reagire con le stesse armi dei loro carnefici che vigliaccamente attaccano in gruppi contro un poliziotto ferito a terra.
Se non c’è stata la possibilità di prevenire quanto è successo, allora qualche collega avrebbe dovuto sparare contro questi violenti pur di salvare la vita di un uomo che per un misero stipendio, ha avuto paura di non poter più riabbracciare la propria famiglia, solo per aver servito lo Stato.
Ora mi aspetto una reazione forte da parte della magistratura che ha il dovere di punire fino in fondo questi teppisti, per non diventarne complici contro lo stato di diritto.







