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I progressisti e i coronati di Epstein

I progressisti e i coronati di Epstein

I file relativi al pedofilo Epstein, rilasciati dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, hanno nel mitrino le élite politiche, economiche e sociali europee.

Cominciamo dall'ex ministro della Cultura francese Jack Lang, il quale ha rassegnato le proprie dimissioni dalla presidenza dell'Institut du monde arabe al ministro degli Esteri Jean-Noel Barrot, che ha fatto sapere di averne "preso atto", dopo che Lang è stato convolto in un'inchiesta finanziaria emersa sulla base della pubblicazione delle carte del caso Epstein negli Usa.

Jack Lang (nato il 2 settembre 1939) è noto soprattutto come figura di spicco del Partito Socialista e come uno dei principali artefici della politica culturale francese sotto François Mitterrand.

Inizialmente vicino a Pierre Mendès France, a 16 anni aderisce al Partito Radicale. Nel 1959 si allontana dai radicali e passa al Parti Socialiste Autonome (PSA), poi al Parti Socialiste Unifié (PSU), formazioni di sinistra più radicale e autonoma. Nel 1977 entra nel Partito Socialista rifondato da Mitterrand nel 1971, diventando uno dei suoi fedelissimi e uno dei principali organizzatori della campagna per le europee del 1979. Rimane iscritto al PS per tutta la carriera principale, incarnando l'ala mitterrandiana e culturalmente progressista della sinistra francese.

Le sue posizioni politiche si collocano nettamente a sinistra, nel solco del socialismo francese di stampo mitterrandiano: progressista sui diritti sociali e culturali, europeista (con sfumature), favorevole a un forte intervento statale in ambito culturale ed educativo.

È Ministro della Cultura per complessivi 10 anni (1981-1986 e 1988-1993) nei governi Mauroy, Fabius, Rocard, Cresson e Bérégovoy.

Statalista e universalista (la cultura come diritto di tutti, non privilegio di élite; strumento di emancipazione sociale e "progetto di civiltà"), europeista, ma critico verso derive ultra-liberiste, da sempre favorevole alla soluzione due stati (Israele-Palestina).

Jack Lang rappresenta il socialismo culturale e mitterrandiano degli anni '80-'90: sinistra di governo, modernizzatrice, fortemente investita sulla cultura come leva di progresso sociale e identità nazionale, lontana sia dal radicalismo estremo sia dal socialismo liberale.

Questa l’immagine pubblica. Poi c’è la realtà dietro le quinte.

La procura finanziaria nazionale ha confermato l'apertura di un'indagine preliminare per "riciclaggio di frode fiscale aggravata" nei confronti di Lang e della figlia Caroline, dopo rivelazioni giornalistiche sui cosiddetti "Epstein files". In base a tali documenti sarebbero emersi legami finanziari e affari condivisi con il finanziere, condannato nel 2008 per reati sessuali su minori e nuovamente incriminato nel 2019, anno della sua morte in carcere. 

Secondo quanto riportato, Caroline Lang si è dimessa lunedì dalla guida di un sindacato di produttori cinematografici dopo le notizie su una società offshore creata nel 2016 con Epstein. L'ex ministro ha invece riconosciuto di aver chiesto personalmente al finanziere un contributo di 57.897 dollari per un'associazione impegnata in un film sugli anni della presidenza  Mitterrand e altri affari.

Convocato al Quai d'Orsay, Lang ha dichiarato di accogliere "con serenità e persino con sollievo" l'apertura dell'inchiesta preliminare, ribadendo di non aver avuto conoscenza dei crimini di Epstein e parlando di "ingenuità" nei rapporti personali. Pur non essendoci al momento incriminazioni formali, le pressioni per un suo passo indietro dalla guida dell'istituto si sono moltiplicate in ambito politico.

Veniamo al laburista ed ex ambasciatore britannico a Washington, Peter Mandelson, che è stato licenziato e rischia il carcere.

Peter Mandelson (nato nel 1953), barone Mandelson, è stato per decenni una figura centrale del Partito Laburista britannico (Labour Party, creazione dei Fabiani), considerato uno dei principali architetti del New Labour insieme a Tony Blair e Gordon Brown.

Le sue posizioni politiche si collocano storicamente nel centro-sinistra moderato e pro-business, con un forte orientamento pro-europeo e riformista.

Negli anni '80 e '90 ha contribuito in modo decisivo alla trasformazione del Labour da partito percepito come troppo legato ai sindacati e alla sinistra tradizionale in una forza centrista, pro-mercato e pragmatica. Ha sostenuto la necessità di rendere il partito "eleggibile" (electable), abbandonando posizioni estreme per attrarre elettori di centro. Celebre la sua frase del 1998: "I am relaxed about people getting filthy rich, as long as they pay their taxes" (sono tranquillo se la gente diventa ricchissima, purché paghi le tasse), simbolo dell'apertura del New Labour verso il successo imprenditoriale.

Peter Mandelson  è stato uno dei più strenui sostenitori dell'integrazione europea nel Labour. Come Ministro del Commercio e poi Commissario europeo per il Commercio (2004-2008), ha difeso il mercato unico, l'euro (pur con cautele) e una stretta cooperazione con l'UE. Si è opposto fermamente alla Brexit, definendola dannosa per l'economia britannica, sostenendo un secondo referendum e criticando duramente l'uscita dall'UE come un errore storico. Ha promosso politiche pro-impresa, deregolamentazione selettiva, attrazione di investimenti esteri e sviluppo regionale (es. tramite le Regional Development Agencies). Come Segretario di Stato per il Business (più volte tra 1998 e 2010), ha sostenuto innovazione, competenze e un'economia aperta, ma con attenzione alla protezione dei lavoratori e dei consumatori (soprattutto in ambito UE). Forte sostenitore di una Gran Bretagna attiva in Europa e nel mondo, con relazioni pragmatiche anche verso la Cina (ha lavorato con aziende cinesi dopo il governo). Ha ricoperto ruoli di alto profilo nel commercio globale.

Dopo gli anni nel governo Blair/Brown,  e l'esperienza come Commissario UE, Peter Mandelson è rimasto una voce influente nel Labour moderato, spesso critico verso le derive più a sinistra del partito (Corbyn era). Ha avuto ruoli di consulenza (Global Counsel) e, nel 2025, è stato brevemente Ambasciatore britannico negli USA sotto Keir Starmer.

Questo il suo volto pubblico. Il suo soprannome storico è "Prince of Darkness" per lo stile machiavellico e spregiudicato nella comunicazione politica e nelle strategie di potere.

Mandelson ha a lungo minimizzato il suo rapporto con Epstein, nonostante lo abbia definito "il mio amico pestifero" nel 2003. I nuovi documenti rivelano che i contatti sono continuati per anni dopo la condanna del finanziere nel 2008 per reati sessuali che coinvolgevano un minore. In un messaggio del luglio 2009, Mandelson sembrava riferirsi al rilascio di Epstein dal carcere come al "giorno della liberazione".

Starmer ha licenziato Mandelson a settembre a seguito di precedenti rivelazioni sui suoi legami con Epstein. Ora la polizia britannica sta indagando per accertare se Mandelson abbia commesso un illecito nell'esercizio della sua funzione pubblica, trasmettendo informazioni governative sensibili a Epstein.

Starmer si è scusato con le vittime di Epstein e si è impegnato a pubblicare documenti pubblici che dimostreranno che Mandelson ha mentito durante la selezione per l'incarico di ambasciatore.

Fin qui la schiera, per ora, dei socialisti progressisti, ma ancora più interessante è il coinvolgimento delle corone europee.

Andrew Mountbatten-Windsor, fratello di re Carlo III, ha perso i suoi onori, il titolo principesco e la residenza finanziata dai contribuenti. Amen.

La famiglia reale norvegese è travolta da una doppia bufera che coinvolge il figlio della principessa ereditaria e la stessa futura regina consorte, con crescenti pressioni pubbliche e politiche sul ruolo della Corona.

Al centro delle polemiche c'è Mette-Marit, moglie del principe ereditario Haakon, per i contatti avuti in passato con Jeffrey Epstein, e il figlio Marius Borg Hoiby, imputato in un processo per stupro in corso nella capitale norvegese.

Hoiby, 29 anni, non fa parte della linea di successione perché nato prima del matrimonio tra Mette-Marit e Haakon nel 2001. Alla vigilia dell'udienza, il principe ha ribadito in una nota che il figliastro "non è un membro della Casa reale di Norvegia ed è quindi autonomo".

Tuttavia, l'attenzione mediatica si è spostata rapidamente sulla madre dopo la pubblicazione, da parte del Dipartimento di Giustizia statunitense, di nuovi documenti che mostrano una corrispondenza prolungata tra la principessa ed Epstein anche dopo la condanna di quest'ultimo per reati sessuali. 

La casa reale ha riferito che Mette-Marit "condanna fermamente gli abusi e gli atti criminali di Epstein" e si è detta dispiaciuta "per non aver compreso prima che tipo di persona fosse". In una dichiarazione personale Mette-Marit ha aggiunto: “Alcuni contenuti dei messaggi tra Epstein e me non rappresentano la persona che voglio essere. Mi scuso anche per la situazione in cui ho messo la famiglia reale, in particolare il re e la regina”.

In questo contesto è intervenuto il primo ministro Jonas Gahr Store, che ha commentato: "Dice di aver dimostrato scarso giudizio”.

Tra i coinvolti anche la coppia di diplomatici norvegesi di alto profilo Terje Rød-Larsen e Mona Juul, protagonisti chiave degli sforzi di pace israelo-palestinesi degli anni '90. Juul è stata sospesa dall'incarico di ambasciatrice norvegese in Giordania dopo rivelazioni, tra cui il fatto che Epstein abbia lasciato ai figli della coppia 10 milioni di dollari in un testamento redatto poco prima del suo suicidio in una prigione di New York nel 2019.

Alla pressione sulla Corona si aggiunge un'altra inchiesta parallela: l'ex premier norvegese Thorbjorn Jagland è indagato per sospetta corruzione aggravata in relazione a regali, viaggi e prestiti collegati a Epstein. 

Ed ecco che dal cestino dei files spunta un altro socialista.

Thorbjørn Jagland (nato Thorbjørn Johansen il 5 novembre 1950 a Drammen, Norvegia) è un politico norvegese di lunga carriera, membro del Partito Laburista (Arbeiderpartiet), è stato primo ministro della Norvegia (ex premier) dal 25 ottobre 1996 al 17 ottobre 1997, succedendo a Gro Harlem Brundtland e guidando un governo di minoranza laburista fino alle elezioni anticipate che portarono alla sua caduta.

In seguito ha ricoperto altri incarichi di alto profilo: ministro degli Esteri norvegese dal 2000 al 2001; presidente del Parlamento norvegese (Storting) dal 2005 al 2009; segretario generale del Consiglio d'Europa a Strasburgo dal 2009 al 2019 (eletto due volte); presidente del Comitato Nobel norvegese (che assegna il Premio Nobel per la Pace) dal 2009 al 2015.

È noto anche per aver annunciato l'assegnazione del Nobel per la Pace a Barack Obama nel 2009.

Dal febbraio 2026 è al centro di un'inchiesta per corruzione aggravata aperta dalla polizia norvegese (Økokrim) in relazione a presunti contatti con Jeffrey Epstein (il finanziere statunitense condannato per reati sessuali), emersi da documenti resi pubblici negli Stati Uniti. L'indagine riguarda possibili regali, viaggi o prestiti legati alle sue posizioni passate.

Jagland godeva di immunità come ex segretario generale del Consiglio d'Europa, ma le autorità norvegesi hanno chiesto la revoca di tale immunità per procedere.

Attenzione. l Consiglio d'Europa (in inglese Council of Europe, in francese Conseil de l'Europe) è un'organizzazione internazionale indipendente dall'Unione Europea, fondata il 5 maggio 1949 con il Trattato di Londra.

La sua missione principale è promuovere e proteggere in tutto il continente europeo: i diritti umani, la democrazia, lo stato di diritto. Ha sede a Strasburgo (Francia), nel Palazzo d'Europa, e attualmente conta 46 Stati membri (quasi tutti i paesi del continente europeo, inclusi tutti i 27 dell’UE). Rappresenta circa 700-745 milioni di cittadini.

Importante: non va confuso con il Consiglio europeo (riunione dei capi di Stato/governo dell’UE + Presidente Commissione), mentre il Consiglio d’Europa è un’organizzazione a sé, più ampia geograficamente e focalizzata su diritti umani e democrazia.

Il Consiglio d'Europa (Council of Europe) supervisiona la Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU/ECHR).

Le Open Society Foundations di Soros hanno fornito contributi finanziari diretti al Consiglio d'Europa, sebbene limitati rispetto al budget principale (che deriva quasi interamente dai contributi statali).

Secondo rapporti finanziari analizzati da fonti come l'European Centre for Law and Justice (ECLJ), tra il 2004 e il 2013 l'Open Society ha donato circa 1,4 milioni di euro al Consiglio d'Europa, rendendolo uno dei principali donatori privati (insieme a Microsoft di Bill Gates, altro campione dei rapporti con Epstein).

Collaborazioni concrete includono iniziative per i rom (Sinti e Roma), la minoranza etnica più emarginata in Europa. Soros e OSF hanno investito decine di milioni di dollari per decenni in programmi di educazione, lotta alla discriminazione e empowerment rom. Nel 2017, il Consiglio d'Europa e OSF hanno fornito supporto congiunto per lanciare l'European Roma Institute for Arts and Culture (ERIAC) a Berlino. Nel 2025, Soros ha ricevuto il Premio europeo per i diritti civili dei Sinti e Roma proprio per questo impegno pluridecennale. Soros ha spesso criticato derive illiberali in alcuni Stati membri (es. Ungheria di Orbán), e il Consiglio d'Europa (tramite ECRI o Commissario per i diritti umani) ha a sua volta criticato leggi come il pacchetto "Stop Soros" ungherese del 2018, che criminalizzava l'aiuto a migranti e ONG (legge poi parzialmente bocciata dalla Corte di Giustizia UE).

Le principali accuse nei confronti di Soros includono: influenza indiretta sulla Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU): alcuni giudici avrebbero legami pregressi con ONG finanziate da OSF (fino a 12 giudici secondo inchieste del 2020), creando un conflitto di interessi presunto; apporti di commissioni del Consiglio d'Europa (es. ECRI - Commissione europea contro il razzismo e l'intolleranza) che accusano polizia o politiche di Stati come l'Italia di razzismo o profilazione etnica, visti da alcuni come espressione di una "galassia Soros"; accuse di "entryism" o ingerenza: Soros userebbe fondi per promuovere agenda progressista su migrazione, diritti LGBT, minoranze, influenzando indirettamente organismi come il Consiglio d'Europa.

Alcuni personaggi americani di spicco hanno dovuto affrontare ripercussioni per i loro rapporti amichevoli con Epstein. Il più noto è l'ex Segretario al Tesoro degli Stati Uniti Larry Summers, che ha lasciato l'Università di Harvard per un periodo di aspettativa alla fine dell'anno scorso.

Larry Summers, è considerato uno degli economisti più influenti delle ultime decenni, con una carriera che ha spaziato tra accademia, governo e istituzioni internazionali. Laureato al MIT (1975), PhD ad Harvard (1982), a soli 28 anni (1983) è diventato professore a tenure ad Harvard, uno dei più giovani nella storia recente dell’università. Ha ricevuto premi prestigiosi come la John Bates Clark Medal (1993) per economisti under 40 e l’Alan T. Waterman Award. È stato Chief Economist della World Bank (1991–1993), sottosegretario e poi Segretario al Tesoro degli Stati Uniti (71º) sotto Bill Clinton (1999–2001) e presidente della Harvard University (2001–2006).  È stato anche direttore del National Economic Council (NEC) alla Casa Bianca sotto Barack Obama (2009–2010), ruolo centrale nella risposta alla Grande Recessione.

Larry Summers dirigeva (fino a novembre 2025) il Mossavar-Rahmani Center for Business and Government alla Harvard Kennedy School. A partire da novembre 2025 si trova in congedo (on leave) da incarichi di insegnamento e direzione del centro a Harvard, a causa di un’indagine universitaria sulle sue passate relazioni con Jeffrey Epstein.

Altro personaggio noto è Brad Karp, che si è dimesso dall'incarico di presidente del prestigioso studio legale statunitense Paul Weiss dopo le rivelazioni contenute nell'ultima serie di documenti. Fino a pochissimi giorni fa era uno dei personaggi più potenti e rispettati del mondo legale americano, mentre oggi è soprattutto ricordato per la recente caduta a causa del legame (non criminale, ma imbarazzante) con Epstein.

Altri casi eccellenti riguardano la National Football League, che ha dichiarato che avrebbe indagato sulla relazione di Epstein con il comproprietario dei New York Giants Steve Tisch, il quale scambiava email a volte volgari con Epstein su possibili appuntamenti con donne adulte.

I file di Epstein rivelano la rete globale di reali, leader politici, miliardari, banchieri e accademici che il ricco finanziere ha costruito attorno a sé.

In tutta Europa, alcuni funzionari sono stati costretti a dimettersi o sono stati censurati dopo che i fascicoli su Epstein hanno rivelato relazioni più estese di quanto precedentemente rivelato.

Joanna Rubinstein, funzionaria svedese delle Nazioni Unite, si è dimessa dopo la rivelazione di una visita del 2012 sull'isola caraibica di Epstein. Miroslav Lajcak, consigliere per la sicurezza nazionale del primo ministro slovacco, si è dimesso a causa delle sue comunicazioni con Epstein, in cui i due parlavano di ragazze "bellissime".

Lettonia, Lituania e Polonia hanno avviato indagini ufficiali ad ampio raggio sui documenti.

In attesa di nuove rivelazioni e di nuove teste che cadono, questo è il panorama decisamente sconfortante delle élite mondiali.

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